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Il rumore di fondo è quello tipico degli impianti industriali: estrusori che lavorano senza sosta, stampi che si aprono e si chiudono, bracci che si muovono precisi mentre prendono forma taniche, flaconi, serbatoi. In mezzo a questa coreografia di acciaio c’è un nome che torna da oltre cinquant’anni: Automa, oggi nella veste di Automa by Magic, specializzata in macchine per estrusione e soffiaggio.
Alle spalle c’è un marchio nato nel 1972, con migliaia di macchine installate nel mondo. Più di 3.500 impianti che raccontano una lunga storia industriale, fatta di contenitori, articoli tecnici, componenti che hanno attraversato decenni e mercati. Davanti, invece, c’è una realtà che ha scelto di ripartire con uno sguardo nuovo con macchine elettriche, progettate e collaudate in Italia.
Non è curioso che un brand così storico si presenti oggi come uno dei laboratori più interessanti sul fronte del rinnovamento del parco macchine?
Dalle origini al nuovo corso: la nascita di Automa by Magic
Automa by Magic prende forma nel 2018, dalla volontà congiunta di un costruttore affermato nel mondo del soffiaggio e di altri professionisti del settore. L’obiettivo è chiaro: non lasciare spegnere un marchio che, in oltre quarant’anni, ha costruito una reputazione solida presso i clienti, mantenendo in vita un patrimonio tecnico fatto di know-how, progetti e soluzioni collaudate.
Nei primi anni del nuovo corso vengono immesse sul mercato decine di macchine idrauliche di nuova generazione, sia a estrusione continua sia ad accumulo. Sono impianti che mantengono l’impostazione costruttiva storica di Automa, ma vengono aggiornati in ogni parte sensibile: componentistica, soluzioni tecniche, gestione elettronica.
Il salto di qualità arriva poi con l’introduzione delle macchine completamente elettriche. È qui che il marchio compie uno scarto netto rispetto al passato, puntando su efficienza energetica, precisione dei movimenti, riduzione dell’uso di olio in linea con le nuove sensibilità ambientali e di sicurezza.
Macchine per estrusione e soffiaggio: una gamma che si è evoluta
Oggi l’offerta ruota intorno a due grandi famiglie di impianti: Estrusione Soffiaggio ed Estrusione Soffiaggio a Testa in Accumulo. Tutte e due dedicate allo stampaggio, la tecnologia che trasforma un tubo di materiale plastico fuso in un corpo cavo: tanica, flacone, serbatoio, condotto.
Le macchine elettriche a estrusione continua rappresentano il futuro dell’azienda: robuste, pensate per produzioni ripetitive di flaconi e contenitori di varie capacità. Accanto a queste, le soluzioni ad accumulo permettono di gestire parison di dimensioni maggiori, indispensabili per articoli tecnici complessi o serbatoi di grandi volumi.
A questo zoccolo si è aggiunto il capitolo più recente: la serie full electric, in cui spicca la linea AbM, descritta internamente come “nuova frontiera”. Qui entrano in gioco:
- chiusure carrelli azionate da motori brushless,
- gestione dei movimenti senza idraulica tradizionale,
- cicli più stabili,
- consumi sotto controllo e minori esigenze di manutenzione.
Dietro le sigle, in fondo, c’è l’idea di coniugare l’esperienza accumulata negli anni con le opportunità offerte dall’elettrico: stessa logica di processo, ma con strumenti più precisi e flessibili.
Mercati serviti: dall’automotive alla detergenza, passando per il food
Guardando ai tipi di articoli per cui queste macchine vengono progettate, si delinea una mappa piuttosto vasta. Il cuore resta l’imballaggio industriale e tecnico, ma le applicazioni toccano mondi diversi.
Nel comparto automotive, lubrificanti e articoli tecnici, gli impianti producono:
- taniche e bottiglie con o senza manico,
- contenitori con striscia a vista,
- articoli con uso di materiale riciclato,
- componenti tecnici dove il controllo degli spessori è decisivo.
Nel settore alimentare e delle bevande, l’attenzione si sposta su contenitori che devono rispettare standard severi di sicurezza e igiene. Qui entrano in gioco materiali certificati, tolleranze strette, processi controllati, perché un difetto non è solo un problema estetico: può incidere direttamente sulla qualità del prodotto confezionato.
C’è poi il grande capitolo prodotti chimici e taniche, con recipienti progettati per contenere benzina, solventi, detergenti industriali. In questo ambito parole come resistenza meccanica, compatibilità chimica e robustezza nel trasporto non sono dettagli, ma requisiti minimi.
Infine, il mondo di igiene personale, pulizia e medicale, dove i flaconi devono integrarsi con linee ad alta automazione, camere sterili e sistemi di riempimento sensibili. L’attenzione al contenitore diventa estensione dell’attenzione al consumatore finale.
In filigrana, si intravede un elemento comune: la capacità di adattare la macchina al prodotto e non il contrario, con soluzioni costruite sulle specifiche esigenze di chi produce.
Made in Italy: qualità, design e personalizzazione come metodo di lavoro
Uno dei tratti identitari più forti è la scelta di mantenere progettazione, costruzione e collaudo interamente in Italia. Non solo come etichetta, ma come modo per tenere vicino competenze, fornitori e controlli.
La filosofia industriale passa da alcuni punti fermi:
- utilizzo di componenti di marca per allungare la vita della macchina nel tempo;
- selezione e test accurati dei materiali tecnici, dal telaio alla parte idraulica ed elettrica;
- cura della personalizzazione, perché ogni cliente arriva con una combinazione diversa di prodotti, ritmi e layout di fabbrica.
Dietro le parole “personalizzazione di alta qualità” c’è un’idea semplice: ogni impianto è un progetto a sé, che richiede un’attenzione ingegneristica e costruttiva non standardizzata. Non è un caso che venga rivendicata questa capacità come parte del DNA aziendale.
Sul fronte del design, il riferimento non è tanto all’estetica quanto alla funzionalità. Le macchine vengono descritte come strumenti destinati a lavorare 24 ore al giorno, con un’interfaccia che deve essere intuitiva per gli operatori. La forma, in altre parole, segue il bisogno produttivo: spazi di accesso, percorsi del materiale, alloggiamento degli stampi, tutto viene modellato sulle richieste di chi dovrà gestire l’impianto nella routine quotidiana.
Software, interfaccia e tele-service: il lato digitale del soffiaggio
Se il corpo delle macchine è meccanico, la mente è tutta nel software. Automa by Magic sottolinea di aver sviluppato un proprio sistema di controllo, pensato per offrire una user experience chiara su un display ad alta definizione, di dimensioni generose.
La scelta di un’interfaccia più leggibile e “user friendly” non è solo un vezzo: significa mettere operatori e manutentori nelle condizioni di:
- leggere parametri anche in contesti illuminati in modo non ideale,
- intervenire con meno passaggi,
- ridurre il rischio di errori nelle regolazioni.
Un capitolo importante è quello della connessione da remoto. Le macchine sono pensate per essere tele-assistite: gli ingegneri possono accedere al sistema, aggiornare il software, verificare anomalie, proporre ottimizzazioni, senza essere fisicamente presenti in stabilimento. È una leva preziosa in un momento storico in cui i tempi di fermo e le difficoltà di spostamento sono diventati temi sensibili.
E se ti dicessero che, oggi, una parte della manutenzione si gioca più sullo schermo di un tecnico che sul banco degli attrezzi?
Servizi e missione: molto più di un costruttore di macchine
Accanto alla parte produttiva, Automa by Magic insiste molto sulla dimensione service. Non si occupa solo di impianti di propria costruzione, ma segue anche:
- revisioni e rimesse a nuovo di macchine di altri marchi,
- retrofit per adattare impianti esistenti a nuovi prodotti,
- aggiornamenti di sistemi PLC su diverse piattaforme,
- supporto costante con un servizio clienti dedicato.
La mission interna viene descritta come centrata sull’ascolto: mettere davvero al centro il cliente, interpretarne i bisogni, dare risposte rapide e professionali. Una formula che si traduce in tre pilastri operativi molto concreti:
- assistenza, con esperti di processo che cercano di anticipare le esigenze prima che si trasformino in problemi;
- manutenzione programmata, per preservare produttività e affidabilità nel tempo;
- gestione della consegna e del post-vendita, trattando ogni macchina non come “pezzo venduto”, ma come progetto che continua a vivere in produzione.
Un marchio storico dentro una fase nuova
Mettendo insieme tutti questi elementi – la lunga storia iniziata nel 1972, la ripartenza del 2018, l’evoluzione verso macchine elettriche, la scelta di mantenere il baricentro in Italia, il focus su software e tele-service – emerge l’immagine di un marchio che si sta giocando una seconda vita.
Da un lato c’è la continuità con il passato: più di 50 anni di presenza nel mondo del soffiaggio, migliaia di impianti consegnati, relazioni consolidate in diversi settori. Dall’altro c’è una spinta evidente a rispondere alle nuove domande dell’industria: efficienza energetica, sostenibilità, digitalizzazione, flessibilità.
Lo sapevi che dietro una tanica o un flacone che prendi in mano ogni giorno può esserci il lavoro silenzioso di una macchina progettata per funzionare senza sosta, collegata a un tecnico che la osserva a distanza, aggiornata con un nuovo software mentre la produzione continua?
Nel mezzo, tra acciaio e codice, c’è lo spazio che Automa by Magic ha scelto di occupare: custodire un’eredità storica del soffiaggio e, allo stesso tempo, riscriverla alla luce delle tecnologie e delle sensibilità di oggi.


